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La terapia a onde d'urto

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La terapia con onde d'urto extracorporee (ESWT) è una tecnica elaborata negli anni '70 per il trattamento delle calcolosi in Urologia (litotrissia). Negli anni '90 in Germania la terapia a onde d'urto è stata introdotta in ambito ortopedico e fisioterapico e, grazie al miglioramento della tecnologia, sono sempre più numerose le patologie dell'apparato locomotore che possono trarne un beneficio.

Cosa sono le onde d'urto?

Le onde d'urto sono onde sonore udibili con un'energia molto elevata, generate nel dispositivo specifico e trasmesse al corpo con un cuscino d'acqua, focalizzate con precisione sul target da trattare. Questa terapia non solo riduce le calcificazioni, ma viene anche utilizzata per le lesioni dei tendini e delle fratture ossee che tardano a guarire.

Si differenziano dagli ultrasuoni utilizzati in terapia sia per il loro andamento a impulsi che per il raggiungimento di gradienti pressori decisamente più elevati, fino a 1000 volte superiori. Per ogni singolo impulso si verifica, sul fronte di avanzamento dell'onda, un aumento pressorio dell'ordine di 10-100 mega Pascal (MPa) in un tempo brevissimo (5-10 ns), seguito da un più lento ritorno alla pressione atmosferica , passando per valori negativi (-10 Mpa).

Come funzionano le onde d'urto

A seconda del dosaggio, le onde d'urto possono frantumare i calcoli renali o "solo" irritare i tessuti malati e quindi stimolare il flusso sanguigno e il metabolismo cellulare.

Con la generazione di una pressione molto elevata, viene creata tensione nel tessuto, che porta a una reazione biologica in modo da aumentare la circolazione sanguigna, migliorare il metabolismo, e quindi rigenerare e guarire il tessuto danneggiato.

Onde focalizzate e radiali

Si distinguono tra onde d'urto radiali e focalizzate, dove la pressione dell'onda d'urto focalizzata è più breve, più intensa e molto più precisa dell'onda d'urto radiale.

Le onde d'urto radiali hanno meno energia e sono più piatte. Con questo sistema il fuoco è localizzato sulla testina di emissione e le onde acustiche sono diffuse sulla zona bersaglio in maniera radiale con una rapida dispersione della pressione ed un ampio volume di trattamento. Di conseguenza, in campo medico, si lavora principalmente con l'onda d'urto focalizzata, mentre l'onda d'urto radiale è spesso utilizzata in fisioterapia, ad esempio per alleviare la tensione muscolare.

Terapia con onde d'urto: campi di applicazione

La terapia a onde d'urto extracorporee (ESWT) può essere utilizzata principalmente per le patologie del sistema muscolo-scheletrico, e principalmente per calcificazioni, il dolore tendinei e le fratture ossee in ritardo di consolidazione.

  • Spalla: calcificazioni tendinee (visibili radiologicamente) e tendinopatie croniche
  • Gomiti: Epicondylopathia humeri radialis e ulnaris (gomiti del tennista / golfista)
  • Mano/dita: calcificazioni dei tessuti molli
  • Anca/bacino: calcificazioni del trocantere, tendinopatia da inserzione al grande trocantere o tuberosità ischiatica, sindromi pubalgiche
  • Ginocchio: sindrome rotulea, tendinopatia cronica inserzionale quadricipitale o rotulea, sindrome della bendelletta ileo-tibiale, morbo di Osgood-Schltter
  • Piede/caviglia: fascite plantare, achillodinia
  • Ossa: ritardo di consolidazione della frattura, pseudoartrosi (con materiale per osteosintesi in posizione) e fratture da stress sulle ossa piccole di mani e piedi
  • Muscoli: calcificazioni post-traumatiche

Patologie varie:

  • rigidità articolari post-traumatiche (ad esempio Frozen Shoulder)
  • Induratio penis plastica
  • paraosteoartropatie
  • miositi ossificanti
  • osteocondriti dissecanti
  • necrosi ossee
  • spasticità muscolari nell'emiplegia.

Come funziona il trattamento?

L'ESWT viene effettuato con noi in regime ambulatoriale e senza anestesia o anestesia. Di norma, tre sessioni si tengono ad almeno una settimana di distanza. Ogni sessione dura pochi minuti. 

Terapia a onde d'urto: controindicazioni

Le controindicazioni alla terapia con onde d'urto sono:

  • presenza di pacemaker;
  • vicinanza di strutture sensibili agli ultrasuoni come l'encefalo, il midollo spinale;
  • le gonadi e le cartilagini di accrescimento;
  • stati fisici potenzialmente rischiosi come gravidanza, infezioni, neoplasia, coagulopatie, tromboflebiti, ecc.;
  • assunzione di terapia corticosteroidea o anticoagulante.

Gli effetti collaterali sono infrequenti e dipendono anche dalla densità di energia impiegata; infatti, soprattutto ai livelli medi e alti di energia, si possono osservare piccoli ematomi, petecchie, esacerbazione del dolore e analgesia in sede di erogazione, fenomeni, comunque, tutti sempre reversibili.