Massaggio linfodrenante: come eseguirlo al meglio?
- 1 Il massaggio linfodrenante
- 2 I Benefici
- 3 Cenni di esecuzione
- 4 Come fare un massaggio linfodrenante
- 5 Quando NON farlo
Che cos’è il massaggio linfodrenante?
Un massaggio linfodrenante è una tecnica di massaggio che mira a stimolare il sistema linfatico del corpo per favorire il drenaggio e l’eliminazione delle tossine, dei liquidi in eccesso e dei ristagni linfatici.
La cura di questo sistema è importante poiché esso regola l’equilibrio dei fluidi corporei, garantisce la difesa immunitaria e la rimozione dei detriti cellulari.
Tuttavia, esistono diverse tipologie di massaggi drenanti, catalogate a seconda dei benefici che si ricercano.
Ad esempio, il linfodrenaggio rappresenta una delle forme più diffuse e utilizzate di massaggio linfatico, soprattutto nel campo della medicina e della terapia.
Si tratta di un tipo di massaggio che mira a favorire il drenaggio dei liquidi linfatici stagnanti nelle parti del corpo con una circolazione linfatica ridotta: il suo obiettivo, infatti, è quello di agevolare il flusso linfatico.
Poi esiste il massaggio Phenekam, che utilizza una tecnica di massaggio linfodrenante di origine Ayurvedica, il cui obiettivo principale è quello di attivare il flusso della linfa attraverso l’intervento sui condotti linfatici. Lo scopo è quello di ridurre gli edemi e la ritenzione idrica, contribuendo ad eliminare le sostanze tossiche che si accumulano nel corpo.
Il metodo di massaggio Namikoshi rappresenta invece una variante del massaggio Shiatsu, che viene impiegato per prevenire e curare una vasta gamma di disturbi,
inclusi quelli associati alla circolazione dei fluidi linfatici.
Infine, c’è il massaggio Tui Na, che costituisce una forma di manipolazione terapeutica che fa parte della tradizionale medicina cinese.
Si distingue per l’utilizzo di movimenti di pressione e allungamento, mirati a sbloccare e armonizzare il flusso sia del sangue che dei fluidi linfatici, favorendo la riduzione di accumuli stagnanti attraverso un’azione mirata di drenaggio linfatico.
Quali sono i benefici del massaggio linfodrenante?
Il massaggio linfodrenante nasce come trattamento terapeutico: quando il sistema linfatico rallenta, i liquidi si accumulano e le gambe diventano pesanti, tese e spesso doloranti. Un massaggio linfodrenante gambe eseguito in modo corretto aiuta a liberare questi ristagni, restituendo una sensazione di leggerezza immediata. Questa tecnica è molto utile anche nella zona addominale, dove la ritenzione può trasformarsi in gonfiore persistente. Il massaggio linfodrenante non fa dimagrire, non può essere sostituito a un’alimentazione corretta o a esercizio fisico, tuttavia può ridurre centimetri grazie all’eliminazione dei liquidi in eccesso. La differenza si nota chiaramente osservando un corpo dopo un massaggio linfodrenante prima e dopo: il corpo diventa più definito, la pelle più liscia, la circolazione più attiva. Il vero valore di questa tecnica, però, non è solo estetico: è un modo delicato e naturale per aiutare il corpo a funzionare meglio.
Tecnica di esecuzione: le 3 regole d’oro
Per ottenere risultati è fondamentale rispettare tre principi.
- Il primo riguarda la pressione: nel linfodrenaggio non si lavora in profondità, ma sulla superficie. I vasi linfatici sono fragili e una pressione troppo forte li schiaccerebbe invece di stimolarli. La sensazione deve essere quella di un tocco lento, delicato e quasi ipnotico.
- La seconda regola riguarda la direzione. La linfa non può essere spinta “a caso”: deve seguire il percorso che la riporta verso le principali stazioni linfatiche, come inguine, ascelle e base del collo. Ogni movimento deve avere un inizio, uno scopo e un punto di arrivo ben preciso.
- La terza regola è la scorrevolezza. Le mani devono poter scivolare senza attrito, per creare quei movimenti continui che stimolano il sistema linfatico. Il kit di oli per massaggi Sixtus è prezioso proprio per questo: permette alla mano di aderire alla pelle senza “tirarla”, lasciando però una sensazione di leggerezza che aiuta a prolungare la manualità. Inoltre, grazie alla sua formulazione, contribuisce ad attivare la microcircolazione, rendendo ogni passaggio più efficace.
Come fare un massaggio linfodrenante
Prima di tutto, è bene sottolineare che per fare un massaggio linfodrenante è bene affidarsi a un professionista. Sebbene sia possibile effettuarlo anche in solitaria,
l’aiuto e il parere di un esperto sono sempre ottimali.
Il drenaggio linfatico agisce direttamente sui linfonodi mediante movimenti delicati a spirale. Questo è necessario poiché i vasi linfatici sono estremamente sottili e fragili.
Di solito, durante il massaggio, non si utilizza una pressione completa della mano, bensì solo le dita, creando movimenti circolari che spostano la linfa.
Guida pratica: Il protocollo per le gambe
Le gambe sono una delle zone più colpite dalla ritenzione idrica ed è qui che il massaggio linfodrenante mostra al meglio la sua efficacia. Il protocollo parte sempre da un momento di preparazione: la persona dovrebbe essere sdraiata con le gambe leggermente sollevate, in modo da favorire naturalmente il ritorno dei liquidi. Dopodiché, si procede con una breve attivazione delle stazioni linfatiche all’inguine. Bastano pochi movimenti circolari, lenti e leggeri; a questo punto si parte con il massaggio vero e proprio, partendo dalle caviglie e risalendo dolcemente verso il ginocchio. Da qui, il massaggio prosegue verso l’inguine, seguendo linee morbide e circolari che accompagnano la linfa verso la sua naturale destinazione. L’intero trattamento dura in media tra i quindici e i venti minuti per gamba e, se eseguito correttamente, dona un sollievo immediato e visibile.
Il massaggio addominale per sgonfiare
La zona addominale richiede delicatezza, ma è una delle più reattive quando si tratta di drenaggio linfatico. Spesso il gonfiore non è legato al grasso, ma a liquidi e tensioni interne che impediscono una corretta motilità del colon. Il massaggio inizia con una fase di “risveglio” sotto le costole, dove si trovano molti piccoli condotti linfatici (nonostante la pressione possa essere percepita in modo più intenso, non c’è rischio di fratture alle costole). Successivamente si eseguono movimenti circolari in senso orario, seguendo il percorso naturale dell’intestino: un gesto semplice, ma estremamente efficace. La parte finale prevede un accompagnamento della linfa verso l’inguine, con movimenti lunghi e molto lenti. Dopo un trattamento completo, l’addome appare più sgonfio e morbido e l’intero corpo beneficia di una riduzione generale della sensazione di pesantezza.
Gli strumenti del professionista
Sebbene il massaggio linfodrenante sia una tecnica manuale, alcuni strumenti possono renderlo più completo. L’olio professionale è il primo e più importante, ma in alcuni casi, il professionista può affiancare strumenti come i gambali utilizzati nella pressoterapia, che riproducono il ritmo del massaggio attraverso cicli di gonfiaggio e sgonfiaggio.
Quando NON farlo: le controindicazioni del massaggio linfodrenante
Nonostante la sua delicatezza, il drenaggio linfatico non è indicato in tutte le situazioni. Infatti, andrebbe evitato in caso di infezioni attive, febbre, problemi vascolari importanti o insufficienza cardiaca non controllata. Anche in gravidanza, se non si tratta di un trattamento approvato dal medico, è meglio evitare. La pelle deve essere integra e sana: ferite, irritazioni o infiammazioni sono segnali che è meglio rimandare il massaggio.