La magnetoterapia: cos'è e a cosa serve

Una tecnica antichissima, ma che negli ultimi anni fa parlare di sé sempre di più: la magnetoterapia sfrutta i benefici dei campi magnetici a scopo curativo e riabilitativo. Scopriamo cos'è, come funziona e i risultati della magnetoterapia in campo fisioterapico.

Cos'è la magnetoterapia

Qualcuno dice che già gli antichi Egizi conoscessero e sfruttassero i campi magnetici a scopo curativo. Quel che è certo è che negli ultimi anni non si fa che parlare dei benefici della magnetoterapia. Ma in cosa consiste questa pratica fisioterapica? Quali sono i suoi ambiti di applicazione? Cerchiamo di conoscerla meglio.
Come si evince già dal nome, la magnetoterapia utilizza gli impulsi elettromagnetici al fine di aiutare nella cura di diverse sintomatologie legate a stati infiammatori o a patologie ossee. I campi magnetici pulsati interagiscono con le strutture cellulari, favorendo il recupero delle condizioni fisiologiche. Inoltre la magnetoterapia stimola la circolazione sanguigna, migliorando così l'ossigenazione dei tessuti.
All'atto pratico, questi effetti si traducono in analgesia, riduzione dell'infiammazione e stimolo al riassorbimento degli edemi. In più i campi magnetici pulsati hanno un particolare effetto di stimolazione della migrazione degli ioni Calcio all'interno dei tessuti ossei, che è in grado di indurre il consolidamento della massa ossea e favorire quindi la riparazione delle fratture.
La magnetoterapia pertanto risulta efficace nella riduzione del dolore, stimola lo scambio cellulare, favorisce l'ossigenazione dei tessuti e riduce i tempi di guarigione successivi alle fratture.

Come funziona la magnetoterapia

Chiarito che la magnetoterapia sfrutta i campi elettromagnetici per curare alcune patologie, cerchiamo di capire come funziona.
Questa terapia si serve di un apparecchio costituito da un solenoide, all’interno del quale si genera un campo elettromagnetico di frequenza variabile: da pochi hertz a qualche migliaio. Le frequenze utilizzate dipendono dal disturbo da curare. Le nostre cellule sono in grado di generare un campo elettromagnetico in risposta ad uno stimolo meccanico: questa capacità si chiama piezoelettricità e la magnetoterapia è in grado di riprodurla, velocizzando così la guarigione.
Le onde utilizzate nella magnetoterapia sono del tipo non-ionizzanti e non invasive, non presentano cioè rischio biologico per il paziente e per il professionista che applica la terapia dato che non vengono assorbite dagli organi o dai tessuti.
I più moderni apparecchi per la magnetoterapia hanno caratteristiche molto apprezzate dai pazienti: possono essere infatti utilizzati comodamente a casa grazie alla possibilità del noleggio concesso dal fisioterapista. Naturalmente, questo non vuol dire che si possa prescindere in toto dalla supervisione di un professionista: per impostare la terapia in base alle esigenze di chi deve essere curato è necessaria la competenza di un esperto del settore. Ciò non toglie che la possibilità di noleggiare gli apparecchi per la magnetoterapia e di svolgere le sedute a casa sia una vera rivoluzione per chi ha bisogno di terapie.

A cosa si applica la magnetoterapia

Ora che abbiamo compreso le dinamiche di funzionamento della magnetoterapia, vediamo un elenco delle situazioni patologiche in cui è consigliabile il suo utilizzo:

  • Artrite, artropatie, artrosi, artrosi cervicale, artrosi del ginocchio e artrosi della spalla;
  • Atrofie muscolari;
  • Borsite;
  • Cervicalgia;
  • Colpi di frusta;
  • Contratture;
  • Contusioni;
  • Coxartrosi;
  • Cuffie dei rotatori;
  • Distorsioni;
  • Dolore alla schiena e dolori articolari;
  • Epicondilite;
  • Epitrocleite;
  • Frattura del polso, dello scafoide, dell'avambraccio, del bacino, della clavicola e del collo del femore;
  • Lombalgia;
  • Lussazioni;
  • Miosite;
  • Osteoporosi;
  • Periartrite;
  • Ritardi di consolidazione;
  • Sciatalgia;
  • Strappi;
  • Sublussazioni di arti inferiori e superiori;
  • Tendiniti;
  • Torcicollo;

Controindicazioni della magnetoterapia

Sebbene la magnetoterapia sia un tipo di trattamento decisamente non invasivo, in alcuni casi particolari ne è sconsigliata l'applicazione.
Infatti, se si hanno pacemaker o altri dispositivi inseriti nel corpo, le onde elettromagnetiche potrebbero interferire con il loro funzionamento ed è quindi meglio evitare questo tipo di terapia. Lo stesso discorso vale anche per chi ha protesi di metallo. Infine, non è il caso di sottoporsi alla magnetoterapia durante la gravidanza e l'allattamento, ma anche in presenza di malattie cardiache, tumori o ipertiroidismo.
In generale, comunque, si può dire che la magnetoterapia è un trattamento sicuro e che le controindicazioni sono veramente poche.

F. Ambrosi, "Magnetoterapia a campo stabile".
W. Hulke. "Magnetoterapia. Principi fondamentali ed effetti terapeutici".