Preparazione atletica e recupero

Il Kinesiotaping: cos’è il taping neuromuscolare e a cosa serve

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Sembra troppo semplice per essere vero, ma il taping neuromuscolare ha moltissime funzionalità benefiche!

Cos'è il kinesiotape

Il kinesiotaping, o taping neuromuscolare, è una tecnica di confezionamento funzionale con nastro adesivo con elasticità in grado di creare una facilitazione neuromuscolare al sistema su cui è applicato, atta a stimolare un processo di autoguarigione del corpo. Il suo confezionamento non trova applicazione nei traumi minori quali lesioni traumatiche che devono essere all'inizio trattate con il bendaggio funzionale e solo successivamente a riparazione avvenuta, con la facilitazione neuromuscolare. Il nastro adesivo, tipo Dream K, possiede una elasticità in senso longitudinale massima del 140%, di materiale in fibra di cotone senza latex e con un collante anallergico steso a onde. Inoltre ha lo stesso peso specifico della cute. Il kinesiotape deve avere alcune caratteristiche necessarie per la buona riuscita del bendaggio nelle sue varie metodiche.


  • Stabilità: sotto l'azione muscolare con le varie sollecitazioni di carico sia di performance sportiva che nella quotidianità, deve rimanere stabile. Così come deve essere stabile in presenza della sudorazione oppure in acqua (sia essa una doccia oppure un allenamento in piscina) senza staccarsi dalla cute. Può essere indossato per 24 ore al giorno fino ad un massimo di 10 giorni per le migliori marche di kinesiotape.
  • Resistenza: anche in presenza delle varie sollecitazioni di carico muscolare o tissutale, non deve venire a mancare la funzione essenziale di sollecitazione del sistema neuromuscolare.
  • Traspirazione e permeabilità
  • Assenza di farmaci o ingredienti chimici.

Applicazioni del kinesiotaping

  • Prevenzione
  • Performance Sportiva
  • Terapia del dolore
  • Recupero Funzionale
  • Traumi minori (post primo soccorso)

Requisiti del kinesiotaping

Un bendaggio realizzato con taping neuromuscolare ha alcune peculiarità essenziali. Innanzitutto deve essere confortevole per il paziente, sia nella sua preparazione che nella sua permanenza sul corpo (che può arrivare fino al massimo di 10 giorni). Solitamente infatti il kinesiotape è fatto di materiale anallergico latex free, per evitare irritazione della cute, che è sempre comunque possibile nelle zone corporee maggiormente sensibili o nei punti di maggior trazione sui tessuti. Confortevole deve essere anche l'applicazione, cioè il paziente deve essere posizionato nel maggior comfort possibile oppure, se inevitabile, mantenerne la posizione scomoda per il minor tempo possibile. Inoltre il bendaggio con kinesiotape deve essere adattabile sul corpo e le sue varie superfici sia nella forma che nella lunghezza e personalizzabile. Per ultima e non meno importante, il taping neuromuscolare deve essere rinnovabile, e rinnovato, dopo un controllo, ogni “tot” giorni di tempo di applicazione.

Azione e benefici del kinesiotaping

La superficie corporea coperta dal kinesiotaping va a formare della convulsioni nella cute e nel sottocutaneo, andando così ad aumentare lo spazio interstiziale. Questo provoca una riduzione della pressione sui nocicettori e sul sistema linfatico e circolatorio (Perreira Pdo C., 2014). I muscoli sottostanti reagiscono alla stimolazione proveniente dalla superficie cutanea, eccitandosi. Grazie a queste facilitazioni neuromuscolari si verificano nell'organismo differenti benefici, che variano a seconda del tipo di confezionamento, della direzione del kinesiotape, della tensione e della sua forma.

  • Sostegno muscolare (Fu T.C., et al., 2008; Williams S., et al., 2012; Slupik A., et al., 2007))
    • Miglioramento della contrazione muscolare
    • Riduzione affaticamento muscolare
    • Riduzione dell'eccessiva estensione e contrazione del muscolo
    • Riduzione dei crampi muscolari e della possibilità di lesione da stress
    • Aumento del Range Of Movement
    • Allevia il dolore
  • Rimozione della congestione nella circolazione dei fluidi corporei (Bialoszewski D., el al., 2009)
    • Miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica
    • Riduzione delle infiammazioni dovute a sovraccarico muscolare
    • Riduzione della anormale sensibilità e del dolore cutaneo e muscolare
  • Attivazione dei sistemi analgesici endogeni (Harris FA, 1978; Neiger, 1978, Gonzales-Iglesias J., et al., 2009; Thelen M.D., et al., 2009)
    • Attivazione del sistema inibitore spinale
  • Correzione delle disfunzioni articolari (Yoshida A., Kakanov L., 2007)
    • Correzione articolare attraverso la riduzione degli spasmi e dell'accorciamenti muscolari
    • Correzione delle disfunzioni posturali e funzionali
    • Normalizzazione del tono muscolare e della fascia
    • Miglioramento del R.O.M. attivo e passivo
    • Riduzione del dolore

Tecniche del kinesiotaping

Esistono varie tecniche e forme per poter utilizzare il taping neuromuscolare. La forma della cerottatura si distingue principalmente in:

  • ad I con deposito prossimo/distale
  • ad I con deposito centrale
  • a V o a Y
  • a W
  • Ottagonale.

Il kinesiotaping ha effetti differenti, anche opposti a seconda delle sue tipologie di confezionamento:

  • Tecnica di deposito: il kinesiotape viene utilizzato senza alcuna tensione; la stesura del nastro stesso sul rotolo, corrisponde al 10% della lunghezza iniziale del nastro. Annullata questa tensione, il nastro viene depositato a “zero” tensione sulla cute. La variazione degli effetti viene fatta dalla posizione del ventre muscolare e/o delle articolazioni.
  • Tecnica dello spazio: viene posto sul ventre muscolare senza nessuno stiramento del muscolo, per neutralizzare la funzione muscolare e quindi aumentarne la sua possibilità di allungamento passivo.
  • Tecnica della facilitazione: dal prossimale al distale, con una posizione di pre-stiramento del muscolo e con tensione modulata del nastro, per facilitare la sua azione e la risposta in rapidità e forza.
  • Tecnica endogena antalgica:dal distale al prossimale con tensione del nastro al massimo del 25%, con stiramento del muscolo per una funzione antalgico soprattutto della zona prossimale.
  • Tecnica muscolare: nastro senza tensione con il muscolo posto in lavoro eccentrico per ottenere rapidità contrattile.
  • Tecnica articolare: con il nastro in tensione, e la capsula articolare messa in tensione passivamente da un lavoro muscolare eccentrico che si riflette sull'articolazione stessa. Con lo scopo di limitare il ROM passivo o di aumentare la velocità angolare del movimento articolare opposto.
  • Tecnica circolatoria: nastro senza tensione, ma con uno stiramneto della cute mantenendo il muscolo in posizone neutra. Ha lo scopo di facilitare il ritorno venoso e linfatico, o per una azione anti-edemigena.
  • Tecnica fasciale-aponeurotica: nastro con tensione alternata, al fine di scaricare la fascia o l'aponeurosi muscolo-tendinea, ad esempio con una forma ad Y dove le estremità del nastro non provocano tensione.

Aree di applicazione del kinesiotape

Tra le numerose aree di applicazione del taping neuromuscolare troviamo quella fisioterapica e quella sportiva. Quella fisioterapica è l'area più complessa dove vi è un'ampia gamma di applicazioni. Seguendo un concetto meccanico e di terapia manuale, si ottiene la riduzione di sindromi dolorose e infiammatorie, un maggior raggio di movimento, al fine di facilitare il percorso riabilitativo. In area sportiva il taping neuromuscolare è utilizzato principalmente per:

  • defaticamento muscolare
  • funzione di sostegno e di stabilità
  • funzione di rinforzo
  • fluidità e potenza muscolare
  • facilitazione del gesto tecnico

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