La Crioterapia per la riabilitazione del ginocchio

Crioterapia per il ginocchio

La riabilitazione del ginocchio è una priorità per tantissimi sportivi e non: vediamo come agevolarla con la crioterapia.

A cosa serve la Crioterapia

La CRIOTERAPIA è un particolare tipo di terapia che fa uso del ghiaccio: il trasferimento tra quest'ultimo e il corpo avviene per mezzo di un meccanismo di conduzione e porta a un abbassamento generale della temperatura corporea.
La crioterapia è indicata in tutti quegli stati di infiammazione acuta derivante da qualsiasi tipo di trauma, come:

  • lacerazioni
  • contusioni
  • distorsioni
  • stiramenti muscolari, tendinei e legamentosi
  • mialgie e spasmo muscolare
  • nel trauma post chirurgico (specialmente se si tratta di un intervento a carico dell’apparato muscolo-scheletrico) e nella chirurgia estetica.

La crioterapia trova i maggiori benefici nei casi di traumatologia entro le prime 48-72 ore dal trauma e fino a che sono ancora evidenti i segni tipici della fase infiammatoria acuta. Viene inoltre impiegata nel trattamento di:

  • Traumi recenti: la vasocostrizione, indotta dalla crioterapia, riduce lo stravaso ematico nei tessuti traumatizzati e impedisce l’espandersi dell’edema
  • Postumi di traumi: la crioterapia è in grado di attenuare il dolore, la contrattura muscolare riflessa e l’edema post-traumatico
  • Borsiti, artrosinoviti, tendinite: La crioterapia, grazie alla sua azione antiflogistica e antalgica, risulta molto efficace nel trattamento delle borsiti, artrosinoviti e tendinite in fase acuta
  • Artropatie infiammatorie: I segni dell’infiammazione vengono attenuati dalla crioterapia nelle malattie reumatiche a impronta infiammatoria
  • Spasticità muscolare: Il raffreddamento muscolare riduce l’ipertono muscolare nei soggetti spastici e prepara il terreno all’intervento fisioterapico-chinesiterapico.

Ginocchio e Crioterapia

Dalla lega amatoriale alla serie A, nel calcio come nel floorball, la prima immagine di un pronto soccorso dopo un qualsiasi tipo e intensità di trauma, è quella della “magica bomboletta” di ghiaccio spray. Inoltre tutti noi, subito dopo un lieve/medio trauma, sentiamo l'ancestrale bisogno di massaggiare la zona e successivamente di un'applicazione di ghiaccio per lenire il dolore.
L'utilizzo di bagni in acqua fredda o l'immersione in vasche di ghiaccio, oltre ad anestetizzare il dolore, facilitano il recupero sportivo dopo intensi sforzi o ripetuti traumi da contatto e non. Per questo negli ultimi anni si è sviluppata sempre più la gamma di prodotti e di modalità di applicazione della crioterapia total body (camere criogeniche) o partial body (Game Ready System). Il ginocchio è una delle articolazioni più colpite da infortuni, soprattutto tra le persone che praticano calcio a qualsiasi livello: circa 265 milioni di praticanti in tutto il mondo stando ai dati Eufa del 2016 (UEFA Injury Study Report 2015/16) e viste le caratteristiche che compongono il gioco come ad esempio i balzi, gli scatti, i cambi di direzione i movimenti di torsione, risulta facile ipotizzare come il rischio di infortuni al ginocchio sia molto presente (Hawkins RD, et al., 2009). Infatti l’incidenza degli infortuni al legamento crociato anteriore (LCA) varia tra il 0.06 e il 3.7 per 1000 ore di gioco (Bjordal JM, et al., 1997), ciò lo rende uno degli infortuni più comuni nel gioco del calcio (Rochcongar P., 2009 - Engström B., 1991). Oltre a questo è anche l’infortunio che ha il più alto costo economico tra tutti gli infortuni nel calcio (Ca G, Jr BC., 2000 - Gottlob CA, 1999).

Patologie del ginocchio trattabili con la crioterapia

L'utilizzo della crioterapia sul ginocchio non ha in pratica controindicazioni: nella maggior parte dei casi è la modalità di primo intervento e solo in alcune delle seguenti patologie deve essere applicato in particolari momenti e modalità. Ecco quando è efficace:

  • artrosi (gonartrosi): la crioterapia è utile in fase acuta e in presenza di gonfiore; deve essere somministrato per intervalli brevi di tempi e ripetuto più volte;
  • lesioni cartilaginee: può essere utilizzata la crioterapia dal primo intervento fino alla completa remissione del dolore;
  • lesioni del menisco: dal primo soccorso fino al post intervento, fino alla completa scomparsa dell'eventuale gonfiore e dolore;
  • lesione del legamento crociato anteriore, dei legamenti collaterali (LCM/LCL) e/o del legamento crociato posteriore, lesione del tendine rotuleo: utile nel primo soccorso fino alla fine della fase riabilitativa post-operatoria. L'utilizzo della crioterapia riduce il gonfiore ed i tempi di guarigione pre e post chirurgica;
  • frattura piatto tibiale, frattura della rotula: dal primo soccorso fino alla scomparsa del dolore e del gonfiore;
  • lussazione della rotula: può essere utilizzata dal primo soccorso fino alla fine del processo riabilitativo, soprattutto nella fase post-operatoria;
  • sindrome femoro-rotulea: in caso di gonfiore o dolore acuto;
  • tendinopatia rotulea: applicazione puntiforme di crioterapia anche e soprattutto per accelerare il processo di guarigione;
  • sindrome di Osgood-Schlatter: da utilizzare la crioterapia solo in caso di gonfiore o dolore acuto;
  • sindrome della bandelletta ileo-tibiale: la crioterapia in questo caso è parte importante ed integrante del processo di guarigione e riabilitativo.

Modalità di applicazione della crioterapia sul ginocchio

Ora che abbiamo capito a cosa serve, vediamo tutti i modi in cui possiamo servirci della crioterapia per recuperare da un infortunio al ginocchio:

  • Criosix
  • Game ready
  • Diatermia/Tecarterapia con Tecnosix recorder
  • Ghiaccio spray
  • Bende elasto-compressive raffreddate
  • Borsa del ghiaccio (10-20 minuti ogni poche ore)
  • Bagni di ghiaccio (12°-15° C per 5-20 minuti)
  • Iperbarica gassosa (CO2 pressurizzata a -78° C)
  • Camera criogenica (Azoto Liquido a -120° C per 1-3 minuti)

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Effetti della crioterapia sul ginocchio

Un precoce ed ottimale trattamento con crioterapia produce nel breve e medio termine i seguenti effetti (Knight KL., 1995):

  • Diminuzione del dolore con un effetto analgesico breve termine (Murgier J., et al., 2014)
  • Locale e profonda vasocostrizione (Schaser K-D., et al., 2006)
  • Diminuzione edema (Ni SH., 2014)
  • Diminuzione ematoma (Ni SH., 2014)
  • Diminuzione degli spasmi muscolari (Slauson DO., et al., 2002)
  • Riduzione dell'attività metabolica enzimatica (Lee H., et al., 2005)
  • Diminuzione della domanda di ossigeno cellulare (Schaser K-D., et al., 2007)
  • Miglioramento R.O.M. (Ewell M. et al., 2014; Goradia VK., et al., 2007)
  • Aumento forza muscolare.