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Terapia laser: cos'è e a cosa serve

terapia laser

Laserterapia: cos'è?

Il termine Laser è l'acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation: dalla sua prima apparizione in campo medico a oggi, questa tecnologia è utilizzata sempre in un maggior numero di applicazioni.

Il dispositivo fisioterapico per la terapia Laser produce una emissione monocromatica, collimata e coerente di onde elettromagnetiche, non esistenti in natura.

I fotoni vengono emessi dagli atomi a seguito dell'eccitazione degli elettroni che si spostano su orbite energetiche più elevate per poi ritornare al livello eneergetico più basso in tempi misurasinili in milli- o nanosecondi: questo fenomeno si manifesta con la produzione luce (detta appunto LASER) e/o calore.

La terapia laser a basso livello (LLLT, ovvero Low Level Laser Therapy)e ad alto livello (HPLT, ovvero High Power Laser Therapy) viene utilizzata in fisioterapia per trattare varie condizioni patologiche dell'apparato muscoloscheletrico.

Come funziona terapia laser

La terapia laser è un trattamento con sorgente luminosa non invasivo che genera una singola lunghezza d'onda della luce, non emette calore, suoni o vibrazioni e viene anche chiamata fotobiologia o biostimolazione. Si ritiene che la terapia laser influenzi la funzione delle cellule del tessuto connettivo (fibroblasti), acceleri la riparazione del tessuto connettivo e agisca come agente antinfiammatorio.

In fisioterapia esistono Laser con diverse lunghezze d'onda, variabili da 632 a 1064 nm, e sono appunto utilizzati nel trattamento dei disturbi muscoloscheletrici. Le lunghezze d'onda comprese tra 660 nm e 905 nm hanno la capacità di penetrare nella pelle e nei tessuti molli/duri. Questa luce ha un buon effetto sul dolore, sull'infiammazione e sulla riparazione dei tessuti.

Come già scritto, una potenza di uscita inferiore a 0,5 Watt è classificata come LLLT mentre i laser con una potenza di uscita superiore a 500 mW o 0,5 Watt sono denominati HPLT (High Power Laser Therapy) per terapia laser ad alta potenza. HPLT crea calore sulla superficie della pelle a causa della sua maggiore densità di potenza (irraggiamento) mentre LLLT viene spesso definito "laser freddo" poiché non creano una sensazione di calore durante il trattamento.

Generatori di luce laser

Un generatore di luce laser è composto di quattro elementi base:

1.      mezzo attivo,

2.      sistema di pompaggio,

3.      sistema di risonanza,

4.      sistema di collimazione.

Il mezzo attivo è quello che definisce la tipologia di laser, anche quelli utilizzati in ambito fisioterapico:

·         Mezzo attivo in stato gassoso: ne sono esempio il laser a anidride carbonica (CO2) ed il laser Elio-Neon (He-Ne);

·         mezzo attivo in plasma: più noto è quello ad Argon, meno noti quello a Kripton o Xenon;

·         mezzo attivo in stato liquido: sono detti dye-laser, ad esempio quello a rhodamina, e sono poco utilizzati in ambito medico perchè potenzialmente cancerogeni,

·         mezzo attivo solido: più conosciuto ed utilizzato in fisioterapia il laser a neodimio-YAG (Nd-YAG). La sorgente è costituita da un cristallo di Ittrio-alluminio-granato (YAG) che funzione da accettore di elettroni di neodimio.

Effetti della terapia laser

La terapia laser a basso livello può essere utilizzata per irradiare le articolazioni, i nervi, i muscoli, le aree cutanee o i tendini interessati senza danni termici. È ormai indiscusso che la terapia laser attivi una serie di processi stimolanti a livello cellulare. Questi processi a loro volta hanno un effetto positivo sui meccanismi di riparazione cellulare e sui sistemi vascolare e linfatico.

Gli effetti biologici del laser sono:

·         effetti fotochimici, che sono in grado di favorire a livello cellulare:

◦         l'attivazione enzimatica,

◦         l'incremento della sintesi di acidi nucleici e delle proteine,

◦         l'incremento degli scambi metabolici.

·         Effetti fototermici, che possono procurare un innalzamento della temperatura corporea locale fino a 42°C promovendo:

◦         effetti anabolici,

◦         effetti analgesici,

◦         effetti antinfiammatori.

·         Effetti fotomeccanici:

◦         ablazione, attraverso il laser di potenza che rompe i legami proteici nelle zone superficiali del tessuto esposto ai raggi,

◦         frammentazione.

I laser utilizzati in fisioterapia non sono in grado di provocare questi effetti fotomeccanici.

Effetti terapeutici della terapia laser

Numerosi studi hanno dimostrato l'effetto della terapia laser a basso livello in varie indicazioni. Attualmente vengono fornite sempre più prove che la terapia laser può essere utilizzato anche preventivamente e per aumentare le prestazioni per aumentare la forza muscolare e accelerare la rigenerazione muscolare.

Il potenziale dei dispositivi per terapia laser di basso livello come metodo efficace, non invasivo, a basso costo e con bassi effetti collaterali è grande. Questo metodo è adatto per il trattamento e la prevenzione delle malattie acute e croniche dell'apparato muscolo-scheletrico. Pertanto, la terapia laser è un'aggiunta ideale alla pratica conservativa nei settori dell'ortopedia, della chirurgia dei traumi, della medicina dello sport, della fisioterapia, ecc.

Gli effetti terapeutici della terapia laser sono:

·         effetto antinfiammatori e antiedemigeno, poiché è in grado di influenzare i meccanismi della flogosi e dell'edema grazie alla vasodilatazione (Barberis, 1996; Honmura 1992, Sato, 1994);

·         effetto antalgico che si sviluppa attraverso diversi meccanismi di azione ovvero:

◦         blocco del potenziale di azione delle terminazioni nocicettive,

◦         promozione del drenaggio delle sostanze algogene,

◦         interazione con le fibre mieliniche di grosso calibro in accordo con la teoria del Gate Control,

◦         incremento della produzione di sostanze morfino-mimetiche.

·        Effetto biostimolante attraverso l'incremento della produzione di ATP.

Indicazioni terapeutiche della terapia laser

·         Patologie muscolari:

◦         Contratture: aumenta la circolazione riducendone i tempi di riequilibrio metabolico e producendo un effetto antalgico già dalle prime fasi della patologia;

◦         Lesioni muscolari: utilizzata dalla fase sub-acuta fino alla eventuale fase cronica.

·         Patologie tendinee e capsulari: è in grado di attivare il processo infiammatorio riparativo in modo da evitare processi di cronicizzazione inducendo vasodilatazione locale, rivitalizzando il tessuto fibrotico.

◦         Epicondiliti ed epitrocleiti;

◦         pubalgia da sofferenza degli adduttori prossimalmente;

◦         tallodinie da sofferenza inserzionale dell'achilleo;

◦         fascite plantare;

◦         tendinopatia dell'achilleo;

◦         sindrome della bandelletta ileo-tibiale.

·         Borsiti:

◦         borsite del gomito;

◦         borsite sub-acromiale;

◦         borsite pertrocanterica;

◦         infiammazione del corpo di Hoffa;

◦         borsite sottorotulea;

◦         cisti di Baker;

◦         cisti tendinee da sforzo.

·         Artrosi

·         Lombosciatalgia: trattamento non in fase acuta, serve successivamente a ridurre la compressione dell'edema sulla radice ed a ottenere un effetto antalgico.

·         Sindromi canalicolari

◦         compressione del nervo mediano al tunnel carpale;

◦         compressione del nervo ulnare a livello epitrocleare;

◦         compressione del nervo sciatico popliteo esterno a livello del passaggio sottoperoneale;

◦         compressione del nervo tibiale anteriore nel tarso.

Controindicazioni dell'ipertermia

Si suddividono in assolute e relative

·         Assolute:

◦         neoplasie maligne

◦         gravidanza se il target è addominale

◦         zone perioculare

◦         zone emorragiche.

·         Relative:

◦         area cardiaca e carotidea

◦         sensibilità soggettiva (soprattutto in carnagioni scure)

◦         flogosi infettiva.