L'ipertermia: cos'è e a cosa serve

ipertermia

Cos'è l'ipertermia

L'ipertermia è una delle applicazioni più recenti delle onde radio e si basa sull'esperienza acquisita mediante la diatermia a onde corte. Si discosta da questa per qualità e precisione.

L’ipertermia infatti è una terapia fisica che mira ad indurre un preciso e costante aumento di temperatura in una regione corporea ben definita senza incidere sui tessuti circostanti. I benefici dovuti ad un aumento della temperatura all’interno dei tessuti sono riconosciuti da tempo, in particolar modo se l’aumento avviene in profondità e non solo superficialmente.

Nasce come terapia oncologica grazie al fatto che molti tessuti neoplastici presentano una tolleranza all'incremento termico inferiore a quella dei tessuti sani.

In fisioterapia è usata da circa 20 anni, avendo in breve tempo apportato la possibilità di utilizzo per un ampio spettro di patologie dell'apparato muscolo-scheletrico e neuro-muscolare (Zati A., Valent A., 2006).

Come funziona l'ipertermia

L'ipertermia è un apparecchio elettro-medicale dotato di un complesso sistema termo-idraulico a gestione computerizzata. Si compone principalmente di 5 parti:

1.     una sorgente di calore endogeno derivante dalla terapia a microonde;

2.     una sorgente esogena riscaldante e refrigerante regolata con termostato, collegata tramite un circuito idraulico ad una borsa (bolus);

3.     il bolus;

4.     termometri di precisione dislocati in varie zone dell'apparato;

5.     un sistema di controllo computerizzato.

SORGENTE DI CALORE ENDOGENO

In ipertermia si usano sorgenti di calore radiante generato attraverso microonde. Le frequenze più utilizzate ed adatte a raggiungere la profondità degli tessuti lesionati è quella compresa tra 100 MHz e 1 Ghz: in riferimento a tutte le frequenze consentite per uso scientifico e medicale (ISM), è stata scelta la frequenza di 434 MHz per l'Europa e 915 MHz per gli USA.

SORGENTE ESOGENA RISCALDANTE-REFRIGERANTE

La sorgente esogena è costituita da un circuito idraulico ad acqua con termostato, in grado di mantenere una determinata temperatura tramite un sistema di scambio termico automatico con regolazione a feed-back.

BOLUS

Il modulo dell'applicazione della sorgente esogena è detto bolus e viene a contatto diretto con la cute. Il bolus è ripieno di liquido/gel costituito da acqua distillata e addittivi per migliorare la trasmissione delle microonde.

Il liquido/gel serve per modulare la temperatura dei tessuti superficiali trattati, e per evitare salti d'impedenza al fascio di microonde quando questo viene a contatto con le diverse superfici tissutali.

La sorgente endogena ed il bolus, terminale della sorgente esogena, costituiscono l'applicatore: la parte che in Fisioterapia viene posizionato sulla cute e si interfaccia con essa mediante un'unica sacca modellabile, che si adatta facilmente alla superficie delle varie parti anatomiche. In altre ambiti medici vengono utilizzati erogatori interni attraverso gli orifizi oppure erogatori intratissutali.

TERMOMETRI

In fisioterapia, al contrario di altre branche della medicina, non è richiesta l'accuratezza massima nella misurazione della temperatura, per cui è sufficiente che l'ipertermia sia dotata di due sensori termometrici distinti:

·       a livello del bolus, per misurare la temperatura della sorgente esogena;

·       a livello della cute, per misurare la temperatura di superficie come risultante della temperatura profonda generata dalla sorgente esogena.

A cosa serve l'ipertermia

I principali effetti dell'ipertermia sui tessuti dell'apparato muscolo-scheletrico e neuro-muscolare sono:

  • tessuto muscolare, riccamente vascolarizzato, risponde rapidamente a un'adeguata termoterapia incrementando il proprio volume ematico, che comporta:
    • aumento degli scambi metabolici tra le cellule e il circolo,
    • rimozione dei prodotti catabolici,
    • aumenta l'apporto di ossigeno,
    • favorisce il rilasciamento muscolare,
    • regolazione del tono, influenzando l'attività dei neuro-recettori periferici:
      • gli organi muscolo-tendinei del Golgi incrementano la propria attività;
      • i fusi neuromuscolari diminuiscono la propria attività;
    • il tessuto connettivale che costituisce la fascia muscolare incrementa la propria elasticità.
  • Tessuto tendineo: tendini, legamenti e capsule articolari sono costituiti principalmente di collagene. Il calore induce all'interno di queste strutture una maggiore elasticità ed estensibiltà, modificazioni che sono reversibili con il ritorno della temperatura a valori fisiologici. Dopo una seduta di ipertermia è necessario un programma fisiochinesiterapico adeguato al fine di ottenere dunque un allungamento stabile degli apparati legamentosi e tendinei patologicamente retratti.
  • Tessuto osseo: gli effetti dell'ipertermia sono legati soprattutto alla conseguente iperemia della struttura ossea, che sembra favorire la guarigione delle fratture (Maini, 1992; Leon 1993).

Indicazioni terapeutiche dell'ipertermia

·       Patologie muscolari:

◦        Contratture: l'ipertermia aumenta la circolazione riducendone i tempi di riequilibrio metabolico e producendo un effetto antalgico già dalle prime fasi della patologia;

◦        Lesioni muscolari: utilizzata dalla fase sub-acuta fino alla eventuale fase cronica, l'ipertermia svolge un ruolo importante soprattutto in presenza di processi riparativi anomali, quali esiti cicatriziali od ossificazioni (Strickler, 1990).

·       Patologie tendinee e capsulari: l'ipertermia è in grado di interrompere il processo di cronicizzazione inducendo vasodilatazione locale attraverso la quale vengono apportate nuove cellule macrofagiche e flogistiche, rivitalizzando il tessuto fibrotico (Alicicco, 1999; Giombini, 2002).

◦        Epicondiliti ed epitrocleiti;

◦        pubalgia da sofferenza degli adduttori prossimalmente;

◦        tallodinie da sofferenza inserzionale dell'achilleo;

◦        fascite plantare;

◦        tendinopatia dell'achilleo;

◦        sindrome della bandelletta ileo-tibiale.

·       Borsiti: l'ipertermia favorisce la fluidificazione dei liquidi e del materiale contenuto nelle borse infiammate e nelle cisti:

◦        borsite del gomito;

◦        borsite sub-acromiale;

◦        borsite pertrocanterica;

◦        infiammazione del corpo di Hoffa;

◦        borsite sottorotulea;

◦        cisti di Baker;

◦        cisti tendinee da sforzo.

·       Artrosi (Respizzi, 1997; Saggini, 2000)

·       Lombosciatalgia: trattamento non in fase acuta, serve successivamente a ridurre la compressione dell'edema sulla radice ed a ottenere un effetto antalgico.

·       Sindromi canalicolari (Lignière, 1995), durante la fase di parestesia è efficace un trattamento con ipertermia al fine di indurre una leggera vasodilatazione dei vasa vasorum dei nervi compressi senza congestionare la circolazione che aumenterebbe il conflitto con il canale ristretto:

◦        compressione del nervo mediano al tunnel carpale;

◦        compressione del nervo ulnare a livello epitrocleare;

◦        compressione del nervo sciatico popliteo esterno a livello del passaggio sottoperoneale;

◦        compressione del nervo tibiale anteriore nel tarso.

Controindicazioni dell'ipertermia

Si suddividono in assolute e relative

·       Assolute:

◦        pacemaker cardiaco

◦        protesi uditive

◦        protesi o sintesi metalliche nella zona target

◦        media o grave insufficienza cardio-respiratoria

◦        trombofilia

◦        infezioni locali o sistemiche (TBC)

◦        neoplasie maligne

◦        anestesia locale della zona target

◦        gravidanza se il target è addominale

◦        presenza di cartilagini di accrescimento nella zona.

·       Relative:

◦        zone ipoestesiche

◦        aree ischemiche

◦        diabete

◦        obesità

◦        fase acuta delle patologie infiammatorie.

Modalità di trattamento con l'ipertermia

Il parametro più importante per la gestione del trattamento con ipertermia è la profondità e la localizzazione del tessuto bersaglio, che avviene attraverso la diagnostica per immagini. Questa comporta la scelta della potenza della sorgente a microonde e della temperatura del bolus. L'estensione massima di un trattamento ipertermico in fisioterapia non deve essere superiore ai 200 cm³.

Il tipo di tessuto da trattare influisce anch'esso ovviamente sulla modalità: se è molto vascolarizzato è necessario utilizzare una temperatura d'esercizio elevata perché il tessuto tende a raffreddarsi facilmente tramite circolazione sanguigna.

Diversamente devono essere anche trattate la stessa patologia in due diverse tipologie di pazienti. Ad esempio l'apparato muscolare di un atleta richiede maggiore potenza e un livello termico più elevato rispetto ad un sedentario o anziano.

Infine la risposta del paziente al trattamento è di primaria importanza per l'impostazione del programma fisioterapico e del trattamento stesso.

PARAMETRI DI TRATTAMENTO CON IPERTERMIA

1.     Potenza, compresa tra 15 e 70 Watt che sono sufficienti per ottenere un riscaldamento dei tessuti  tra i 40° e i 42° in una profondità tra variabile tra 3 e 7 cm;

2.     temperatura del Bolus, regolabile tramite la sorgente esogena tra i 35° e i 41,5°;

3.     temperatura della cute: l'apparecchiatura calcola la temperatura della profondità target attraverso calcoli computerizzati dedotti da modelli sperimentali o derivanti da studi su patologie neoplastiche;

4.     tempo: temperatura e tipo di tessuto da trattare influenzano la gestione della durata del trattamento.