La frattura delle vertebre

Le fratture della colonna vertebrale toracica e lombare sono discontinuità ossee e/o  discoligamentose della colonna vertebrale, e possono interessare ogni sezione della colonna vertebrale.

Le fratture vertebrali possono verificarsi come fratture patologiche (osteoporosi, tumori ossei e metastasi) o in seguito a un trauma. Di solito si esprimono principalmente attraverso il dolore locale, ma possono anche essere notati sintomi radicolari o midollari. Oltre a un'anamnesi dettagliata e un esame fisico, la diagnostica per imaging, ad es. Radiografia, TC o risonanza magnetica, è decisiva per l'ulteriore corso della terapia.

Classificazione fratture vertebrali toraco-lombari

La prima classificazione riguarda la presenza o meno di danni neurologici:

  1. Fratture Mieliche: dove è presente un danno neurologico.
  2. Fratture Amieliche: non è presente danno neurologico.

Parlando di fratture vertebrali amieliche, la classificazione più in auge è la AO (Classificazione AO, Arbeitsgemeinschaft Osteosynthesefragen, Muller ME et al., 1993) e viene utilizzata nella pratica clinica quotidiana per valutare una frattura spinale, per determinare il tipo di frattura ossea, ma anche per fare prognosi sulla stabilità della lesione.

  • Tipo A: frattura da compressione con forza di azione verticale
    • A0-A2: trauma da compressione delle strutture non portanti, prevalentemente stabile, poiché coinvolge solo la colonna ventrale
      • A0: frattura più piccola non portante
      • A1: frattura a cuneo o compressione cuneiforme
      • A2: frattura completa corpo vertebrale
    • A3-A4: frattura a scoppio con interessamento della corticale posteriore del corpo vertebrale, instabile a causa del coinvolgimento della colonna centrale (lesione del bordo del tratto vertebrale)
      • A3: incompleta
      • A4: completa.
  • Tipo B: frattura da iperflessione o iperestensione con forza di azione verticale, Instabile a causa del coinvolgimento di almeno 2 pilastri
    • B1-B3: frattura da distrazione delle strutture vertebrali ossee e legamentose
      • B1: frattura in due monconi, incompleta
      • B2: frattura in due monconi, incompleta con lesione del legamento longitudinale
      • B3: distruzione del disco intervertebrale e rottura del legamento longitudinale anteriore
  • Tipo C: frattura da traslazione, con forza di azione verticale e orizzontale. Rottura di tutti e tre i pilastri per traslazione.

È necessario operare una distinzione tra fratture stabili e quindi curabili in modo conservativo e fratture instabili che richiedono un intervento chirurgico. È stato definito come criterio di stabilità la compressione dell'osso spugnoso del corpo vertebrale con i legamenti e le articolazioni intatte e con al massimo un disco intervertebrale leggermente lesionato. Nelle lesioni instabili alla colonna vertebrale invece, almeno 2 dei 3 pilastri (corpo vertebrale anteriore, corpo vertebrale posteriore, complesso del legamento spinale posteriore) sono lesionati (Magerl F, et al., 1994). Quest'ultima tipologia di fratture con instabilità della colonna vertebrale, viene trattata chirurgicamente per stabilizzazione e quindi successivamente essere riabilitata come le fratture stabili, trattate invece in modo conservativo.

  1. Frattura stabile senza coinvolgimento del corpo vertebrale posteriore o della colonna dorsale (archi vertebrali, processi, ecc.): viene trattata nella maggioranza dei casi in modo conservativo con un approccio di terapia multimodale basato sulla terapia del dolore e sulla fisioterapia.
  2. Fratture instabili: richiedono una terapia chirurgica, ad esempio con cifoplastica o la stabilizzazione meccanica della sezione della colonna vertebrale (spondilodesi). A causa della vicinanza a strutture essenziali (midollo spinale, vasi), sono possibili gravi complicazioni sia nella frattura stessa che nel contesto della terapia chirurgica.

Lo scopo di ogni terapia è ripristinare la funzione protettiva, statica e dinamica della colonna vertebrale.

Eziologia ed epidemilogia delle fratture vertebrali toraco-lombari.

  • Applicazioni di forze dirette e indirette, spesso  di compressione e flessione assiali eccessive. Inoltre, eccessivi sforzi di iperestensione e rotazione (Reinhold M. et al., 2009)
  • Cause di incidenti tipiche:
    • incidenti stradali, ad es. tamponamenti, ribaltamenti di veicoli, cadute di motociclette e biciclette;
    • incidenti sportivi, ad es. cadute con gli sci, incidenti di arrampicata, cadute da cavallo;
    • infortuni sul lavoro, ad es. cadere dalle impalcature ,dagli alberi;
    • Trauma minore con ridotta qualità ossea (ad es. Osteoporosi) o disturbi scheletrici sistemici (ad es. M. Bechterew)
  • Cause di incidenti rare:
    • violenza diretta come ferite da arma da fuoco e pugnalate


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